ONLINE MENTORING PROGRAM
OsarSé
ʽʽIncontriamo l ‘altro solo dopo aver incontrato
la nostra verità –
anche quando tremaˮ.
Ambu
ONLINE MENTORING PROGRAM
OsarSé
AMBU ALESSIA LENCIONI
Nel lavoro hai trovato il tuo posto, lo ami, sei sicura di ciò che fai.
È con te stessa e con chi ami che non hai ancora fatto pace.
La tua professione è solida. La tua competenza è riconosciuta. Su quel fronte non hai più niente da dimostrare.
È altrove che ti scopri ferma: nelle relazioni, e nel modo in cui stai con te stessa quando non c’è niente da costruire.
Quello che eviti di sentire non è la tua debolezza. È la parte di te rimasta viva — e non l’hai ancora abitata.
Non sei qui perché qualcosa è rotto. Sei qui perché lo hai intravisto, e lo vuoi.
CANDIDATI PER UNA CONVERSAZIONE
Il form serve a capire se il tuo momento è allineato a questo lavoro — per rispetto del tuo tempo e del mio.
LE DUE POLARITÀ – “ti riconosci?”
Sei una donna che ha imparato a riuscire. Organizzata, determinata, perfezionista. Tosta — almeno da fuori.
Ma nella relazione con te stessa e con l’altro, quella stessa forza prende una di due strade. Forse le conosci entrambe.
A volte ti chiudi. Controlli, ti trinceri, non lasci entrare nessuno. Sei lucida, efficiente, impeccabile — e non ti senti più. Diventi un po’ un robot: funzioni, ma non sei lì.
A volte ti pieghi. Non metti confini, non ti fai rispettare, non dici quello che senti per non perdere l’altro. Senti tutto di chi hai davanti, e niente di te.
In tutti e due i casi finisce uguale: dai metà di te, e quella metà non basta a farti sentire vista, amata, intera.
Sotto le due strade c’è la stessa cosa, che forse non hai mai detto ad alta voce:
la paura che, se ti vedessero davvero — incerta, vulnerabile, “non all’altezza” — smetterebbero di amarti. O riderebbero.
Per questo resti nel fare. Finché fai, non senti. E finché non senti, non rischi.
COSA RISCHI DAVVERO
Non rischi di fallire. Quello non ti succederà: sai come si tiene in piedi una vita.
Rischi qualcosa di più silenzioso — di arrivare in fondo avendo costruito tutto, tranne il poter essere te stessa con chi ami. Di restare la più capace nella stanza, e la più sola.
DOVE TI PORTA
OsarSé ti riporta a te.
Non per aggiungerti l’ennesimo strumento – ne hai già abbastanza. Ma per farti incontrare la parte di te che hai lasciato fuori: quella che sente, che desidera, che non ha bisogno di dimostrare nulla per esistere.
Non diventi un’altra donna. Diventi, finalmente, tutta quella che già sei — al lavoro, nelle relazioni, con te stessa.
Incontriamo l’altro solo dopo aver incontrato la nostra verità – anche quando trema. È lì che torniamo intere. E tutto, dentro e fuori, diventa più intenso, profondo, reale.
— Ambu Alessia Lencioni
Il percorso lavora su tre pilastri.
OSA SENTIRTI
Tornare nel corpo, prima della performance
Per riuscire, a un certo punto hai dovuto smettere di sentire. Il corpo era lento, scomodo, poco controllabile — la mente era più affidabile. Così hai imparato a vivere dal collo in su.
Ma una donna che non si sente non sente neanche i propri confini, i propri sì, i propri no. Né il piacere. Per questo o ti irrigidisci (e diventi robot) o ti pieghi (e ti perdi nell’altro): in entrambi i casi hai perso la bussola, che non è nella testa — è nel corpo.
Con il primo pilastro torni ad abitare il corpo, e il corpo torna a essere un posto sicuro. Ricominci a sentire cosa ti fa bene e cosa ti fa male, prima ancora di pensarlo. È da qui che riparte tutto: dalla danza, dal movimento, dall’inquiry somatica — sotto il pensiero, dove vive ciò che è vero.
“Una di loro, dopo la prima sessione: “non sapevo di non sentirmi più. Pensavo fosse normale.”
OSA DIRTI LA VERITA’
La fine dell’immagine
Hai costruito un’immagine che funziona: solida, capace, sopra le righe. Ti ha difesa. Ma ora ti separa — perché dentro quell’immagine non entra la parte di te che trema, che desidera cose che non confessi, che vuole essere amata così com’è.
La trattieni perché hai imparato una cosa: se mi vedono debole, mi rifiutano o mi ridicolizzano. Così tieni fuori metà di te. Anche da te.
Con il secondo pilastro osi guardare e dire ciò che nascondi — a te prima che agli altri. E scopri il ribaltamento che cambia tutto: ciò che chiami “debolezza” non è debolezza. È la tua parte viva, quella che hai esiliato per stare al sicuro. Qui si lavora sul giudice interno, sull’immagine, e sulla differenza che apre tutto:
Essere speciale è personalità. Essere unica è essenza. La specialità va costruita e difesa. L’unicità c’è già: non si merita, si abita.
Parole loro: “è tutta la vita che cerco di essere diversa da come sono — e scopro che nemmeno io mi vado bene.”
OSA RI-UNIRTI
Il fuoco e l’apertura, insieme
Fin qui hai vissuto scegliendo una metà. O il fuoco — azione, direzione, controllo — e allora ti chiudi. O l’apertura — e allora ti pieghi e sparisci. Non hai mai potuto averle insieme.
Il terzo pilastro è dove le riunisci. La forza torna ad avere dolcezza; la dolcezza torna ad avere confini. Non più o efficiente o morbida: intera.
E da intera tutto cambia di posto: metti confini senza chiuderti, ti lasci avvicinare senza sparire, porti la tua verità nelle relazioni e nel lavoro — anche i temi che evitavi. Qui il lavoro diventa azione: ciò che hai sentito e riconosciuto, lo vivi. Fuori. Nella tua vita.
“Una di loro, alla fine: “non sono diventata un’altra. Ho smesso di lasciarne fuori metà.”
IL METODO
OsarSè non ti insegna cosa fare. Ti mostra cosa — dentro di te — ti convince che non lo meriti.
Non è terapia. Non è formazione. Non è l’ennesimo strumento da aggiungere agli altri che hai già.
È un processo che lavora dove gli strumenti non arrivano: nel corpo. Tutto ciò che hai capito di te è vero — ma è rimasto un sapere. Qui smette di essere un pensiero e diventa carne, movimento, scelta.
Gli strumenti del percorso:
- Inquiry somatica — andare sotto il pensiero, dove sta ciò che senti davvero
- Journaling — dare parola a ciò che emerge
- Pratiche di danza — entrare nella visceralità e nell’energia che di solito controlli
- Azioni trasformative — portare nella vita ciò che è cambiato dentro
- L’Altare del Sostegno — imparare a ricevere, non solo a reggere
Un percorso di 10 sessioni, in un piccolo gruppo di donne che hanno fatto la stessa scelta.
OsarSé non si compra. Si sceglie — e la scelta comincia da una conversazione con me.
Non è una call informativa né una chiacchierata. È uno spazio di ascolto in cui, insieme:
- Guardiamo dove sei ora. Mi racconti come stai vivendo le tue relazioni e il tuo rapporto con te stessa. Io ti aiuto a vedere con chiarezza cosa ti tiene ferma davvero — anche se hai già fatto molto lavoro su di te.
- Ti restituisco una mappa. Ti mostro i nodi principali su cui lavorare e i passaggi necessari. Per molte, già questa chiarezza è un primo movimento.
- Vediamo se siamo allineate. Solo se sento che è il percorso giusto per te, ti spiego come lavoriamo. Se non lo è, te lo dico con onestà.
Durante il percorso lavori direttamente con me. Sarò io ad accompagnarti nei passaggi più delicati, a tenere il campo quando le vecchie immagini cadono e nasce qualcosa di nuovo. Per questo scelgo con cura le persone con cui lavoro.
CANDIDATI PER UNA CONVERSAZIONE
Il form serve a capire se il tuo momento è allineato a questo lavoro — per rispetto del tuo tempo e del mio.
NON È PER TUTTI
È per te se:
— ne hai abbastanza di vivere la relazione, con te stessa e con l’altro, con superficialità, ansia e frustrazione
— non vuoi rinunciare alla gioia di sentirti te stessa
— vuoi portare in ogni relazione il cuore, oltre la mente e la forza
— desideri legami intimi più profondi e veri
— la tua vera paura non è fallire sul lavoro: è sentirti sola
— riconosci la tendenza a riempirti di impegni per stare il meno possibile da sola con te
— vuoi sentirti finalmente intera e vivere a quella profondità.
Non perché devi. Perché lo vuoi
Non è per chi:
— cerca una soluzione rapida o una tecnica in più
— vuole sistemare l’altro senza guardarsi
— non vuole mettersi in gioco con il corpo in movimento
— cerca solo accondiscendenza, non la verità
— cerca un maestro fuori da sé invece della propria voce dentro
OsarSé — Guido donne professionalmente realizzate a vivere il rapporto con se stesse e con chi amano con interezza e verità — senza darne mai più solo metà.